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Come ben si evince dal titolo, i TerrorWay sono al secondo album su Bakerteam Records: Andrea Orrù alla voce, Ivan Fois alle chitarre, Giovanni Serra al basso e Cosma Secchi alla batteria arrivano dalla zona di San Gavino Monreale (Sardegna) con “The Second”, registrato ai V-Studio di Cagliari, mixato e masterizzato da  Jacob Olsen (Hatesphere, Moonspell, Born From Pain).

Un suono thrash moderno, graffiante e tecnicamente ineccepibile quello che salta fuori fin dall’opener “Under The Light Of A Broken Down”, sincopata e strisciante fra effetti e voci multiple (fil rouge che percorre l’intero lavoro), con una parte strumentale che mette in evidenza un basso poderoso e riesce a far trasfigurare le chitarre in suoni delicatamente sinistri: influssi dei Meshuggah, ma sentori di Pantera – nel modo in cui i TerrorWay approcciano il thrash -, di Gojira, di Lamb Of God e Dillinger Escape Plan, se proprio si vogliono definire le coordinate del gruppo.

“Eye Of The Sun” si apre con un ottimo riff ed è più propriamente thrash, con un assolo meno sghembo e più canonico; iniezione di ulteriore dinamica in “Torment” e una voce ancora più cattiva per arrivare a “On The Edge”, giocata su un tempo più blando, vellutata e ricca di asperità allo stesso tempo con i suoi richiami ai Tool e il suo inciso suggestivo. “T.F.B.T.M. (The Face Behind The Mask)”, primo singolo estratto da “The Second” sconfina subito in litorali djent e ha una doppia cassa tellurica salvo poi riassestarsi su un thrash moderno scattante e preciso.

“Columns” (con tanto di introduzione costituita da un brano strumentale a sè stante) è uno dei pezzi tecnicamente più interessanti e lascia ammaliati con la sua coda eterea per lasciare il posto a uno schiaffo in faccia come “Trails Of Ashes”, dove le chitarre la fanno da padrone su scale ascendenti e discendenti e l’intermezzo caleidoscopico regala emozioni, così come la tecnica sfoggiata in “The Wanderer”; la coda è affidata allo strumentale per effetti e chitarra “Lights Turn Black” che diventa poi l’ultimo brano, denominato “Threshold Of Pain”, vero e proprio tour de force violento a degna conclusione dell’album.

Un gruppo che conferma le proprie capacità e riesce a costruire con questo “The Second” un ottimo album: i TerrorWay riescono a mantenere salda l’attenzione anche se, peccato di gioventù, a volte risultano un poco prolissi ma poco male per chi vuole immergersi appieno nel loro mondo.

 

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Jun 6, 2016 Visits: 428